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Trapani: al “Serraino Vulpitta” non arrivano stipendi e tredicesime

Trapani: al “Serraino Vulpitta” non arrivano stipendi e tredicesime
09 gennaio
13:21 2013

L’istituto geriatrico “Serraino Vulpitta” di Trapani non paga gli stipendi e le tredicesime ai lavoratori a tempo indeterminati impiegati nello stesso: è quanto riportato dalla CGIL del capoluogo provinciale, che dopo aver sollevato il pesante problema ha chiesto un incontro con la Prefettura per discutere della questione, ed ha al contempo indetto lo stato di agitazione del personale da essa rappresentato. Per la precisione, il debito che l’istituto avrebbe con gli undici lavoratori riguarda il mancato pagamento degli stipendi di dicembre, della tredicesima, e di ulteriori competenze previste nel contratto di lavoro, mentre la situazione riguardante i 40 lavoratori precari è drammatica, in quanto questi ultimi non riceverebbero lo stipendio dal mese di luglio del 2011. A tenere acceso il lumicino della speranza di intascare quanto pattuito dai lavoratori è la favorevole opinione generale: a difesa degli stessi sono infatti intervenuti sia il segretario provinciale della Funzione pubblica Nicola Del Serro che ha annunciato, nel caso in cui la vertenza non dovesse trovare soluzione, “eventuali iniziative di lotta a difesa del rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori e del mantenimento dei livelli occupazionali”, sia il presidente dello stesso “Serraino Vulpitta”, Antonio Sparaco, che ha affermato che “i dipendenti hanno ragione, purtroppo però la politica regionale non è riuscita ad oggi né a destinare le sufficienti risorse finanziarie né ad armonizzare i servizi sanitari. Anche i comuni che si avvalgono dei nostri servizi socio-sanitari sono impossibilitati a pagare le quote per le prestazioni. La situazione è davvero critica. Per salvare Il Vulpitta, e scongiurarne la chiusura, occorre una seria programmazione finanziaria con l’aiuto degli Enti territoriali”. Lo scorso mese di ottobre, il presidente del Vulpitta, aveva già lanciato l’allarme: “l’istituto ha un buco di circa due milioni di euro e, pertanto, rischia la chiusura, ossia la cessazione dell’attività socio-assistenziale per gli anziani”.

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