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Le inchieste di PartannaLive: Trapani-lamentele tra i cittadini per la questione “buoni pasto” falsi

Le inchieste di PartannaLive: Trapani-lamentele tra i cittadini per la questione “buoni pasto” falsi
28 marzo
19:09 2013

buoni pastoLa vicenda è abbastanza normale, nulla di trascendentale, ma le opinioni a riguardo sono abbastanza chiare: alcuni cittadini della città di Trapani, in possesso dei cosiddetti “buoni pasto” rilasciati dalle aziende ai propri dipendenti, e utilizzabili anche come strumento di acquisto nei vari esercizi (soprattutto supermercati e centri di ristorazione), hanno di che lamentarsi. Capita infatti che molto spesso il personale dei suddetti esercizi rifiuti il pagamento mediante tali buoni alla clientela per il semplice fatto che il “portatore” non è il vero e proprio proprietario degli stessi: dunque, capita anche, ad esempio, che una figlia si rechi alla cassa del supermercato per pagare la spesa utilizzando i ticket del padre, e la cassiera rifiuti di riceverli, causando disagio alla cliente sprovvista di liquidi. La motivazione? “Circolano buoni falsi, abbiamo bisogno di documenti, numeri di patente o carta d’identità del titolare, ecc…”!!!Tutto questo per soli cinque, dieci euro di spesa? Singolare però come poi spesso il personale dei supermercati lasci invece passare qualche “favore” alla clientela conosciuta personalmente, dimenticando quelle che sono le regole impartite dalla Direzione Generale: a questo punto, un normale cittadino che cosa deve fare? Deve prendersela con i vertici o con chi rilascia lo scontrino? Queste le parole di una ragazza che, trovandosi in questa situazione, ha voluto segnalare alla nostra redazione lo spiacevole episodio che l’ha vista protagonista in prima persona: “Trovarsi alla cassa di un supermercato pronta a pagare la propria merce acquistata mediante i buoni pasto è un diritto per chi li possiede, e dà fastidio che una cassiera risponda ‘no’ con un filo di arroganza, adducendo motivazioni paradossali. Questa cosa mi è capitata solo in questo supermercato, mentre negli altri, anche della stessa catena, ciò non è avvenuto; inoltre, sentirmi dire che il provvedimento è stato emesso la mattina stessa mi sembra una presa in giro per una onesta persona che paga regolarmente la spesa, semplicemente con un mezzo diverso dal denaro, assolutamente lecito. Fermo restando che so bene che la cassiera è solo un’esecutrice delle direttive impartitele dall’alto, infastidisce anche il fatto che questo atteggiamento altezzoso, fra l’altro fuori luogo e inutile, sia avvenuto con me, forse per il semplice fatto che sono una ragazza giovane, perchè dubito fortemente che se al posto mio ci fosse stata una mamma di famiglia avrebbero chiesto di telefonare al marito per farsi dare il numero della carta d’identità”. PartannaLive si riserva di non pubblicare nome e cognome della segnalatrice, così come, per tutela dell’esercizio, non indica il nome del supermercato in questione, nè tantomeno dell’impiegata: ma il lavoro di questa redazione si mostra ancora una volta al servizio dei cittadini che subiscono torti o fastidi di ogni tipo, e vogliamo sottolineare come spesso il riprovevole atteggiamento di commercianti e professionisti vari induca la gente a lamentare la scarsa efficienza, o peggio, la scarsa educazione; in un periodo di crisi come questo, il venditore dovrebbe preoccuparsi di assumere un atteggiamento positivo verso chi acquista, anche perchè vista la difficoltà generale è meglio tenersi stretti i propri clienti. Invitiamo ancora una volta tutti coloro che subiscono questo tipo di soprusi, e ogni altro tipo di atteggiamento negativo, a segnalarlo alla nostra redazione, che provvederà a rendere nota la questione: agitare le acque talvolta può rivelarsi il primo passo verso la vera svolta che tutti quanti auspichiamo ogni giorno.

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