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Palermo: i tifosi portano una maglia rosanero sulla tomba di Falcone; e intanto Miccoli si scusa

Palermo: i tifosi portano una maglia rosanero sulla tomba di Falcone; e intanto Miccoli si scusa
28 giugno
16:26 2013

giovanni falconeDa eroe a pericolo pubblico numero uno il passo a volte è molto breve: ne sa qualcosa Fabrizio Miccoli, celebre calciatore ex azzurro e, negli ultimi anni, amatissimo capitano del Palermo. Ma adesso in città la sua stima è crollata a seguito dei clamorosi insulti che lo stesso bomber avrebbe fatto alla memoria di Giovanni Falcone durante una conversazione telefonica con il suo amico Mario Lauricella, figlio del boss della Kalsa, e delle quali narrano le intercettazioni telefoniche dei Carabinieri in maniera piuttosto inconfutabile. Ascoltato dai magistrati, Miccoli, in lacrime, avrebbe dichiarato ai giornalisti di aver commesso solo l’errore di aver dato l’amicizia a gente sbagliata e di non aver mai voluto dire ciò del quale è stato accusato. Queste le parole di Miccoli ai cronisti: “Chiedo scusa a Palermo, alla mia famiglia, per tutto quello che ho fatto. Da tre notti non dormo. Sono uscite cose che non penso. Ho sempre partecipato alle partite del cuore per onorare la memoria dei magistrati uccisi. Sono distrutto. Sono cresciuto in un contesto di valori. Ringrazio Buffon che mi è stato vicino in questo momento, che mi conosce da una vita. Lui sa come sono fatto, che persona sono. Ha espresso un giudizio importante. Per quanto riguarda il mio lavoro non temo nulla, prenderò quello che verrà con la massima serenità. L’importante è che questa storia finisca il prima possibile, il resto è tutto in secondo piano. Chiedo scusa alla famiglia Falcone e a tutti. Avevo già contattato la signora Falcone. Lei mi ha detto che bastava chiedere scusa a tutta Palermo. E sono qui per questo. Ho voluto essere amico di tutti, della città. Quando finirà questa storia voglio fare il testimonial della legalità. Spero che la signora Falcone me lo permetta, voglio partecipare alla sua associazione. Non sono mafioso, sono contro la mafia e voglio dimostrarlo. Ho cercato di non essere in questi anni il capitano del Palermo, ma Fabrizio per tutti. Ho trascurato la mia famiglia per essere un palermitano. Ho frequentato tutti pensando che mi potessero dare vera amicizia, ho sbagliato. La mia famiglia è stata molto male, per prima cosa ho cercato di proteggere i bimbi. Ai tifosi dico scusa. Sono qui per questo, penso di avere già detto quello che potevo. Mi auguro che capiscano che persona sono e si ricordino quello che ho fatto per questa maglia. Magari non mi perdoneranno subito, ma con il tempo. In cinque ore di interrogatorio é uscito un altro Fabrizio Miccoli. Ho risposto a tutto quello che mi hanno chiesto. Adesso devo rinascere, evitare tutte le sciocchezze, devo crescere. Pensare a quello che è la vita vera, la mia famiglia, i miei figli. Non posso dire quello che ho detto ai pm, però sappiate che ho detto tutto quello che so“. Intanto i tifosi hanno risposto deponendo una maglia rosanero della squadra cittadina sulla tomba del giudice Falcone, e non sono mancati i commenti stizziti da parte dei tifosi promotori di questa iniziativa. Miccoli avrebbe aggiunto di aver voluto partecipare a quest’azione, ma ha preferito evitare perché il suo gesto non sarebbe stato compreso nel modo giusto. In una vicenda così sconvolgente e triste, bellissimo rimane il gesto dei tifosi, voce della Palermo sana: segno che il lavoro del magistrato, sacrificatosi per tutti loro e per tutta l’Italia, è rimasto davvero vivo e “cammina sulle loro gambe”.

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