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Fiamme Gialle smascherano call center “fantasma” a Palermo

Fiamme Gialle smascherano call center “fantasma” a Palermo
04 agosto
10:48 2013
call centerLavoravano per 2-3 euro l’ora, non avevano contratto né contributi: le Fiamme Gialle hanno smascherato a Palermo un call center “fantasma” dove venivano impiegati centralinisti in nero. Trentasette lavoratori, di età compresa tra i 19 e i 50 anni, addetti alle vendite di depuratori per l’acqua, per i quali il rapporto di lavoro subordinato era mascherato da un fittizio contratto “a progetto”, basato sulla vendita di un quantitativo minimo di prodotti che ciascun lavoratore avrebbe dovuto garantire ogni bimestre.
Ventidue dei trentasette operatori telefonici si trovavano al lavoro nel call center quando è scattato il blitz dei finanzieri, che hanno condotto l’operazione in collaborazione con il personale dell’Ispettorato provinciale del lavoro, Inps e Inail. Da ulteriori accertamenti i militari sono risaliti ad altri quindici lavoratori non più alle dipendenze dell’azienda, ma che avevano comunque prestato la loro opera totalmente in nero nel corso del 2012.
Secondo quanto accertato dai militari il titolare del call center, la cui attività era stata aperta nel maggio del 2012, all’atto dell’assunzione forniva o chiedeva a ogni dipendente di procurarsi una carta prepagata sulla quale poi venivano fatti confluire gli stipendi in nero che ammontavano a circa 350 euro mensili. Dalle verifiche effettuate dai finanzieri è emerso che l’azienda con questo sistema ha erogato compensi per un totale di 80 mila euro in soli sei mesi. Ma ai lavoratori non veniva consegnata lettera di assunzione, né fatto firmare un regolare contratto di lavoro o quietanze di pagamento. Percepivano un compenso compreso tra i due e i tre euro per ogni ora trascorsa davanti alla postazione telefonica.

“Tale sistema fraudolento – afferma la Guardia di finanza – ha consentito all’imprenditore di aggirare i contratti nazionali di settore risparmiando, in termini di contrattualizzazione nazionale minima, oltre 40 mila euro, e di ottenere risparmi illeciti in termini di contribuzione assistenziale e previdenziale”. Sono 2.400 le giornate lavorative ricostruite dai finanzieri per le quali il titolare avrebbe dovuto versare contributi pari a 20 mila euro. Le Fiamme Gialle stanno ora vagliando dettagliatamente il materiale contabile dell’azienda per la ricostruzione dei ricavi sottratti al fisco e la contestazione delle sanzioni amministrative. L’imprenditore rischia sanzioni che vanno da un minimo di 72.725 a un massimo di 644.330 euro. Un altro call center di Palermo che impiegava 20 lavoratori in nero era stato scoperto dalla Guardia di Finanza alla fine del 2012.

(Fonte: Tiscali.it)

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