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Gibellina: il sindaco Rosario Fontana confuta le ricostruzioni giornalistiche della trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro”

Gibellina: il sindaco Rosario Fontana confuta le ricostruzioni giornalistiche della trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro”
17 novembre
09:04 2013

Rosario_Fontana“C’è chi vorrebbe far passare l’idea, del tutto priva di fondamento, che l’esperienza di Gibellina sia conclusa e con risultati fallimentari. In realtà quell’esperienza è viva ed indica, ancora oggi, un percorso, una via possibile al riscatto di un territorio”. A dirlo è il sindaco della cittadina d’arte, nonché presidente della Fondazione Orestiadi, Rosario Fontana, che confuta apertamente le ricostruzioni giornalistiche andate in onda nei giorni scorsi nella trasmissione di Raitre «Alle falde del Kilimangiaro».

Fontana se la prende con il pressappochismo, con l’approccio «inadeguato della trasmissione e dei suoi ospiti, per non parlare di quello omissivo»: «Quel che nel corso del programma non è stato minimamente accennato – precisa il sindaco – è il fatto che nelle prossime settimane saranno bandite le gare di appalto per il completamento e il restauro del Cretto di Burri. Si tratta – incalza il primo cittadino – di progetti che sono già finanziati e che saranno completati prima delle celebrazioni del  centenario della nascita del maestro umbro, che si terranno nel 2015». A ciò si aggiunge il fatto che non sono state documentate, neppure en passant, alcune tra le più importanti opere di Gibellina: tra esse la Chiesa Madre di Quaroni e tutte quelle che sono in ottimo stato di conservazione, «anche grazie – sottolinea Fontana – ai puntuali interventi dell’amministrazione comunale». Si è invece «puntata pretestuosamente l’attenzione sui rifiuti ai piedi dell’opera di Medhat Shafik».

«Gibellina – per Fontana – è ancora oggi una delle realtà più interessanti in Italia per la sperimentazione dei linguaggi dell’arte contemporanea, una sperimentazione che ha guidato tutto il progetto di ricostruzione. Ed afferma, ancora oggi, la necessità della strada intrapresa da Ludovico Corrao come tra le poche possibili nella ridefinizione di una identità legata alle espressioni artistiche contemporanee, che non sono una possibilità, ma la necessità di ogni comunità se solo si voglia dare un contributo alla storia che è stata dei nostri padri, che ci è stata consegnata, ma che ci chiama ad interventi legati ai nostri linguaggi, di oggi. Gibellina ha fatto e sta facendo questo importante esperimento. La domanda che resta inevasa è: quale contributo diamo noi oggi e con quali linguaggi nostri, contemporanei, alla storia e alla evoluzione della nostra cultura?».

Fontana ricorda che «la ricostruzione è stata una grande sfida, che il popolo di Gibellina ha affrontato come l’occasione, che gli veniva offerta, di trasformare le sue strutture sociali, economiche e culturali. Quello che non si riesce a capire è che qui si è assistito ad una trasformazione antropologica, in cui l’arte ha avuto un ruolo determinante». Il sindaco sottolinea infine una questione fondamentale: «I comuni non hanno fondi per conservare il proprio patrimonio, questo vale per Gibellina, come per Palermo, Pompei, Roma o qualsiasi altra città italiana piccola o grande. Neppure per contrastare il punteruolo rosso che distrugge le palme di Gibellina, che sono un elemento identificante della città come le opere d’arte. Che fare allora? Occorre sbracciarsi, che ognuno faccia la propria parte e dia il proprio contributo, anche piccolo, per salvaguardare il nostro patrimonio. Come avvenne proprio a Gibellina durante il terremoto, la solidarietà degli artisti, tutti, ha dato la possibilità di risollevarsi dalle macerie».

Fonte: comunicato stampa

 

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