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Inno di Mameli, dopo 71 anni di “precarietà” diventa ufficialmente l’inno nazionale

Inno di Mameli, dopo 71 anni di “precarietà” diventa ufficialmente l’inno nazionale
17 novembre
14:26 2017

Ci sono voluti 71 anni, ma il “Canto degli Italiani” di Goffredo Mameli, musicato da Michele Novaro nel lontano 1847, è adesso l’inno nazionale ufficiale. La Commissione Affari Costituzionali ha approvato il ddl sul riconoscimento ufficiale. L’approvazione di questa legge finalmente colma un buco legislativo creatosi nel 1946, quando l’inno di Mameli fu scelto in via provvisoria dal Consiglio dei Ministri, sotto la presidenza De Gasperi.

In passato erano già state presentate precedentemente proposte di legge per l’ufficializzazione di “Fratelli d’Italia” senza mai arrivare ad un’approvazione definitiva. C’era stata una sorta di riconoscimento anche se indiretto, nel 2012, quando il Parlamento aveva approvato l’insegnamento del’Inno di Mameli nelle scuole.

Il Canto degli Italiani si impone definitivamente sul suo grande e prestigioso concorrente, il Va’ pensiero del Nabucco di Giuseppe Verdi, da sempre sostenuto dalla Lega Nord come “inno alternativo“. Durante l’approvazione dell’inno di Mameli alla Camera e al Senato la Lega Nord era assente, ma dichiara Calderoli che l’assenza dei senatori non è politica, ma semplice coincidenza dovuta agli impegni istituzionali dei senatori.

L’inno di Mameli è stato scritto il 10 settembre 1847 e fu cantato con la musica di Novaro per la prima volta a Genova, durante una festa popolare. Composto da sei strofe, fu utilizzato dai volontari che combatterono le guerre risorgimentali in Lombardia contro l’Impero asburgico. Dopo l’unità d’Italia (1861) venne scelto come inno del Regno d’Italia la Marcia Reale, che era il brano ufficiale di Casa Savoia. Il Canto degli Italiani era infatti considerato poco conservatore rispetto alla situazione politica dell’epoca: Fratelli d’Italia, di chiara connotazione repubblicana, mal si conciliava con l’esito del Risorgimento, che fu di stampo monarchico. Il Canto degli Italiani ritornò in auge come inno nazionale de facto, quando il 12 Ottobre 1946, il Consiglio dei Ministri della neonata Repubblica Italiana lo scelse come inno, anche se in via provvisoria.

Laureato in Scienze Storiche a Roma, prosegue i suoi studi a Milano focalizzandosi sul Medioevo siciliano e mediterraneo. Curioso ed estroverso, amante dei libri e appassionato d’informatica, ha concretizzato la sua passione per i viaggi e le lingue collaborando con Rome2rio, azienda australiana specializzata nella pianificazione di viaggi. Adora ascoltare musica in lingua siciliana e suona il sax-alto.

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