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Elezioni Regionali: attribuzione dei seggi, ecco come si compone l’ARS

Elezioni Regionali: attribuzione dei seggi, ecco come si compone l’ARS
18 settembre
02:15 2012

Il 28 Ottobre si voterà in Sicilia per eleggere il nuovo Presidente della Regione e i rappresentanti dell’assemblea siciliana.

Si andrà al voto con alcuni mesi di anticipo rispetto alla naturale scadenza della legislatura conclusa anticipatamente per le dimissioni del Presidente Lombardo.

E’ importante mettere in luce le caratteristiche del sistema elettorale siciliano, diverso da quello in vigore nelle altre regioni a statuto ordinario. Un elemento da non sottovalutare, capace, soprattutto in circostanze di estrema frammentazione sistemica, di giocare un ruolo chiave sia nelle strategie pre-elettorali dei partiti, sia in quelle post-voto.

In Sicilia, è in vigore la legge n. 7/2005 che delinea un sistema in larga parte proporzionale, ma con un correttivo maggioritario. Essa prevede che dei 90 Deputati che si accomoderanno tra gli scranni di Palazzo D’Orleans, 80 siano eletti proporzionalmente sulla base di liste di candidati concorrenti nei collegi elettorali provinciali in cui è ripartito il territorio della Regione. I seggi sono assegnati tramite il metodo del quoziente Hare e dei più alti resti (con recupero sempre a livello provinciale) alle liste che abbiano superato lo sbarramento del 5% a livello regionale.

Dei restanti 10 seggi, 2 vengono rispettivamente assegnati al neo Presidente eletto e al migliore dei suoi sfidanti (il candidato presidente giunto secondo). Gli altri 8 seggi, facenti parte del cosiddetto “listino” regionale composto da 9 candidati incluso il candidato Presidente della Regione che ne è capolista, possono essere assegnati ai candidati della lista regionale più votata, ma entro il limite del raggiungimento di 54 seggi (escluso il Presidente) a favore della coalizione vincente. Una volta raggiunta tale maggioranza, non si può andare oltre, e i seggi eventualmente rimanenti sono ripartiti tra i gruppi di liste di minoranza sulla base del totale dei voti validi conseguito a livello regionale da ciascun gruppo che abbia superato lo sbarramento del 5%. Si possono così delineare quattro diversi scenari:

  1.  La coalizione collegata al Presidente eletto ottiene nei collegi provinciali un numero di seggi pari o superiore a 54: in tal caso non saranno eletti candidati della lista regionale, ma gli otto seggi saranno redistribuiti tra le liste di minoranza che hanno superato lo sbarramento. E’ quanto accaduto nel 2008, quando la coalizione di centrodestra guidata da Lombardo ottenne 61 seggi con il solo riparto proporzionale.
  2.  La coalizione collegata al Presidente eletto ottiene al proporzionale un numero di seggi compreso tra 46 e 53: risulterà eletto un numero di componenti della lista regionale che consente alla maggioranza di ottenere 54 seggi in Assemblea (oltre al Presidente), mentre i seggi eventualmente residui saranno distribuiti alle minoranze.
  3.  Se la coalizione collegata al Presidente eletto ottiene nei collegi provinciali tra 37 e 45 seggi, risulteranno eletti tutti i componenti del “listino” e la coalizione vincente avrà comunque garantita una maggioranza di almeno 46 seggi (compreso il Presidente).
  4.  Se invece la coalizione collegata al Presidente eletto ottiene meno di 37 seggi nella parte proporzionale, gli otto seggi della lista regionale le saranno tutti attribuiti, ma ciò non consentirà alla coalizione vincente di disporre di una maggioranza assoluta in aula (46 seggi).

 La ripartizione dei seggi spettanti ai collegi provinciali avviene in proporzione alla popolazione. Si divide la cifra della popolazione residente in ciascuna circoscrizione provinciale per il quoziente fisso 62.112, ottenuto dividendo per 80 la cifra della popolazione legale residente nella Regione (4.968.991) risultante dall’ultimo censimento ufficiale effettuato nel 2001. I seggi residui sono assegnati ai collegi aventi i più alti resti.

Di seguito la tabella:

In una situazione come quella che si sta delineando (più di 10 candidati alla Presidenza di cui 4 competitivi, con spaccature sia nel fronte di centro-destra che in quello di centro-sinistra) non è affatto impossibile che si verifichi la vittoria di un Presidente senza maggioranza, con l’inevitabile conseguenza di dar vita ad accordi post-elettorali per il raggiungimento della soglia minima dei 46 seggi.

Di seguito, i 47 simboli delle liste presentate, per alcune di esse è forte il rischio che non si superi il fatidico sbarramento del 5% su scala regionale.

 

 

 

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