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Attività di pesca nel mediterraneo: l’UE si assuma le proprie responsabilità. Dalla provincia proposta di un tavolo tecnico

Attività di pesca nel mediterraneo: l’UE si assuma le proprie responsabilità. Dalla provincia proposta di un tavolo tecnico
04 dicembre
13:16 2012

Seguire in prima persona il vostro dibattito mi ha emozionato perché ho constatato quanto siano reali e sentiti l’impegno che state profondendo ed i problemi che travagliano l’attività di pesca. Posso comunque assicurarvi che il Ministro ha ritenuto questa iniziativa estremamente interessante. Da Trapani è partito un discorso ben preciso e, con il coinvolgimento di tutte le parti interessate, potrà essere finalmente possibile il raggiungimento di concreti risultati. Oggi però le competenze maggiori sono nelle mani dell’Unione Europea che è chiamata ad attivarle. Ci stiamo muovendo con decisione proprio per dare una smossa all’U.E. affinché si assuma le proprie responsabilità.
Lo ha detto ieri sera, al termine di tre ore di produttivo dibattito, il Consigliere d’Ambasciata e Coordinatore per la Libia all’interno della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri, Fulvio Rustico, intervenuto ai lavori del Consiglio Provinciale di Trapani – riunito in seduta straordinaria e aperta per affrontare l’annosa quanto grave e sempre attuale questione dei continui sequestri di pescherecci mazaresi e dei loro equipaggi ad opera, in particolare, delle autorità tunisine e libiche ma anche di altri Paesi nord-africani – su incarico ed in rappresentanza del Ministro Giulio Maria Terzi di Sant’Agata.

Fulvio Rustico, inoltre, nell’assicurare che porterà all’attenzione del Ministro degli Affari Esteri i tanti appunti presi, ha più volte sottolineato che il popolo libico non ha nulla contro quello siciliano, che considera anzi un popolo fratello (così come altri Paesi nord-africani), un popolo maestro in materia di pesca, un’attività da loro intrapresa solo da qualche decennio a questa parte. Il punto cruciale – ha concluso Rustico – è che se gli operatori della pesca siciliani non riusciranno a fare partenariato, concreto ed operativo, nel giro dei prossimi 3 o 4 anni, la Libia del dopo Gheddafi, che in atto sconta una situazione di caos a tutti i livelli che rende i rapporti con questo Paese ancora più complessi di quanto già lo fossero, si rivolgerà ai giapponesi. Occorre dunque muoversi con celerità e determinazione.

 

Altre presenze, tra cui quella del Commissario Straordinario della Provincia Regionale di Trapani, Luciana Giammanco, ed interventi qualificanti alla riunione di ieri sera del Consiglio Provinciale sono stati quelli del Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, Mons. Domenico Mogavero, e del Presidente del Distretto Produttivo della Pesca – Cosvap, Giovanni Tumbiolo, ma tutti gli intervenuti nel dibattito hanno fornito significativi contributi in termini di proposte e di capacità di esame della problematica in questione: dai Consiglieri Provinciali Giovanni Palermo, Piero Russo, Giovanna Benigno, Caterina Agate, Gianpiero Giacalone, Davide Palermo a Tommaso Magaddino (della Segreteria Generale UIL), dalla Senatrice Maria Pia Castiglione ai neo Deputati regionali Sergio Troisi e Girolamo Fazio, dal Vice Direttore Generale della Camera di Commercio di Trapani, Vincenzo Castiglia, ad Alberto De Santis (Associazione Armatori e Produttori della Pesca).

Messaggi di saluto, di condivisione e di appoggio sono invece pervenuti da parte del Presidente della Regione Siciliana, On. Rosario Crocetta, del Prefetto di Trapani, Marilisa Magno, nonché del Consigliere Provinciale Silvano Bonanno.

Da tutti in pratica è venuto il riconoscimento della validità dell’iniziativa assunta dal Presidente Peppe Poma e dall’intero Consiglio Provinciale che ha anche approvato alla unanimità un articolato ordine del giorno, sottoscritto dai componenti di tutti i gruppi politici, che invita il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro degli Affari Esteri, il Ministro per le Politiche Agricole del territorio e della pesca, il Presidente e l’Assessore alla Pesca della Regione Siciliana, tutti i Parlamentari nazionali e regionali della Deputazione provinciale, il Presidente della Commissione Pesca del Parlamento Europeo, e chiede a ognuno, per quanto di propria competenza, che i Governi nazionale e regionale non lascino realmente nulla di intentato e proseguano sulla via recentemente intrapresa dal Governo, al quale si da atto della attenzione e sensibilità dimostrata in materia con le iniziative assunte in sede comunitaria dal Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi e dal Ministro per le politiche agricole del territorio e della pesca per giungere all’avvio di negoziati dell’Unione Europea con i paesi rivieraschi del Mediterraneo suscettibile di portare al superamento dell’attuale difficile situazione e di trasformare il mar Mediterraneo in un’area di “pace e collaborazione fra i popoli per il migliore svolgimento dell’attività di pesca”, nonche’ per l’efficace sostegno assicurato dalla rete diplomatico-consolare per il rientro in Sicilia di natanti ed equipaggi; che i Governi nazionale e regionale, inoltre, adottino, secondo le loro competenze, una politica della pesca che valorizzi questa risorsa dei nostri mari che rappresenta certamente un interesse strategico per la classe armatoriale e per la gente di mare e adottino altresì tutte le misure necessarie per garantire alle specialità mediterranee le tutele e le protezioni legittimate dalla normativa nazionale ed europea; che la Commissione Europea proceda a revisionare, con spirito super partes, la politica comune della Pesca affinché possa essere più coerente con la realtà della pesca nel mar Mediterraneo.

Per il Presidente del Consiglio Provinciale, Poma, che ha introdotto la seduta consiliare di ieri sera e presentato l’O.d.G. approvato unanimemente dall’Aula e predisposto con la diretta collaborazione del Ministero degli Affari Esteri, l’auspicio ma anche la convinzione è che le richieste contenute nel documento troveranno il giusto riconoscimento e la necessaria attenzione da parte sia del Governo nazionale che di quello regionale e della competente Commissione Europea perché la recrudescenza di sequestri di pescherecci mazaresi in acque internazionali, la mancanza di normative certe e di regolamenti europei che valgano per tutti e non solo per i pescatori italiani, la finora quasi totale assenza di attenzione da parte della stessa U.E. verso le peculiarità e le necessità del Mediterraneo e dei nostri operatori del mare, costituiscono situazioni e comportamenti che nel terzo millennio sono obiettivamente inconcepibili, ingiustificabili  e inammissibili e alle quali bisogna porre definitivamente e celermente fine.

Ritengo – sottolinea infine Peppe Poma – che la modalità più efficace per giungere ad una soluzione valida e definitiva sia quella, come sostenuto anche dal Vescovo Mogavero e da altre autorevole personalità, di dar vita ad una sorta di cabina di regia, un tavolo tecnico permanente in Provincia di Trapani che veda la presenza di tutti gli attori protagonisti sia a livello regionale che nazionale ma anche mediterraneo ed europeo.

 

4 Dicembre 2012

 

                                                                                        L’UFFICIO STAMPA

                                                                                                (S. Ingianni)

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