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Gibellina: Contro le trivelle la città si candida a capitale dell’arte contemporanea

Gibellina: Contro le trivelle la città si candida a capitale dell’arte contemporanea
14 gennaio
13:28 2013

Gibellina sia sede del «Maxxi Sicilia». La proposta è del sindaco Fontana

«È la nostra risposta a chi vuole trivellare il territorio»

Gibellina diventi sede del «Maxxi Sicilia», un museo en plein air delle arti contemporanee, omologo del «Maxxi» di Roma. La proposta è del sindaco, Rosario Fontana. «È questa – spiega – la nostra sfida a chi vuole trivellare il territorio, deturpandolo». Fontana, in occasione del quarantacinquesimo anniversario del terremoto che il 15 gennaio 1968 devastò la Valle del Belice, indica la strada: «Il Belice può risollevarsi solo grazie all’arte e alla cultura». E annuncia la proposta che farà martedì dinanzi al presidente della Regione, Rosario Crocetta, che sarà a Gibellina per partecipare alla grande manifestazione organizzata per ricordare il sisma. Una manifestazione che si terrà nell’auditorium del museo d’arte contemporanea dedicato a Ludovico Corrao, il «padre nobile» della nuova città rinata grazie all’apporto decisivo dell’arte e della cultura. «Arte e cultura – incalza Fontana – sono stati determinanti per sottrarre questa comunità a secoli di servaggio, di sottomissione. A Gibellina – aggiunge il sindaco – c’è stata una grande evoluzione e i braccianti si sono trasformati in artigiani, in professionisti. La ricostruzione è stata una grande sfida, che il popolo di Gibellina ha affrontato come l’occasione, che gli veniva offerta, di trasformare le sue strutture sociali, economiche e culturali. Qui si è assistito ad una trasformazione antropologica, in cui l’arte ha avuto un ruolo determinante». Un modello che Fontana vorrebbe esteso al resto del territorio, oggi minacciato dal progetto di ricerca di idrocarburi avanzato dalla «Enel Longanesi»: «Il petrolio è in netto contrasto con il modello di sviluppo del territorio e con le sue vocazioni».

A gestire il «Maxxi Sicilia», secondo Fontana, dovrà essere necessariamente la Fondazione Orestiadi, l’Istituto di alta cultura in crisi finanziaria, «che in questo modo potrà rilanciare la sua funzione e acquisire nuove risorse». «Confido molto – conclude Fontana – nella disponibilità del presidente Crocetta, sensibile all’arte e alla tutela del territorio».

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