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“Chi odia la prof…”. Annuncio su facebook in prima media. Dieci alunni cambiano scuola

“Chi odia la prof…”. Annuncio su facebook in prima media. Dieci alunni cambiano scuola
24 febbraio
10:39 2013

Una classe dell’Istituto Comprensivo “Pappalardo” di Ragusa si svuota e un’altra della scuola media Don Milani si riempie. Dieci ragazzi su 25 chiedono il nulla osta per andare alla Don Milani e l’ottengono nell’arco di 24 ore. E il caso, complice le diavolerie di facebook e i danni sociali che sta provocando se usato incoscientemente, rischia di esplodere anche a livello giudiziario.
I genitori degli alunni hanno chiesto al provveditore agli Studi di Ragusa di intervenire allo scopo di verificare i fatti ed eventualmente svolgere un´indagine per quanto accaduto nell’Istituto scolastico. I fatti si sono verificati nel 2011 ma sono emersi solo il 2 febbraio scorso. I genitori, dopo avere invitato il dirigente scolastico a fare intervenire eventualmente anche la Polizia postale, vista l´impossibilità di intraprendere un rapporto sereno tra i ragazzi e la scuola, hanno deciso di trasferire i loro figli in un altro istituto scolastico.
I protagonisti della vicenda sarebbero 3 ragazzi di una terza classe del Comprensivo ad indirizzo musicale della «Pappalardo», che all’epoca del fattaccio avevano all’incirca 12 anni e che a settembre saranno pronti per transitare nella scuola superiore. I 3 avrebbero creato su facebook un «gruppo chiuso» denominato «Per chi odia la prof…» sperando di ricevere commenti positivi o negativi nei confronti della professoressa che allora svolgeva un’ora di lezione in quella 1 classe. Tre commenti sarebbero finiti nel gruppo: «La odio»; «la odio anch’io»; «mi piace». Della bravata infantile non si seppe più nulla fino al 2 febbraio scorso. Quando alcune professoresse avrebbero chiesto ad alcuni ragazzi di riaprire il profilo facebook dai computer dell’istituto con le password degli alunni per leggere il frasario finito dentro quel gruppo chiuso. Stampato il documento, prima di rimuovere il gruppo dal web, sarebbe iniziata da parte dei docenti, compresa la professoressa «odiata» (a detta di qualche genitore), un’azione «persuasiva» verso gli alunni della classe 3 al fine di raccogliere gli elementi di rilievo di quell’episodio verificatosi due anni prima. In caso di reticenza, ci sarebbe stata la denuncia alla Polizia postale, uno/due giorni di sospensione e il 6 in condotta per 18 alunni a fine anno.
E’ di questi giorni lo sfogo di qualche genitore dei ragazzi «incriminati», fino alla settimana scorsa all’oscuro di tutto, venuto a conoscenza del caso grazie al comportamento inquieto e preoccupato manifestato dal bambino a casa. A questo punto la notizia dell’improvviso cambio di istituto di 10 ragazzi non passa più inosservata e finisce alla stampa. La scuola vuole i nomi di tutti i responsabili della bravata, e chi non parla è considerato un omertoso passibile di una dura condanna.
I genitori dei ragazzi avrebbero tentato una mediazione con le docenti e con il preside, pronti alle scuse alla professoressa finita sul gruppo facebook, ma la fermezza della stessa e della scuola nel perseguire la punizione, avrebbe indotto 10 genitori a chiedere il nulla osta (accettato) e a trasferire i loro figli alla Don Milani. Il caso, sia pure da considerare e valutare in rapporto all’età di bambini che frequentano la scuola dell’obbligo, riapre il dramma del significato di internet e dell’uso che i nostri figli ne fanno di giorno e, purtroppo, anche di notte.

 

(Fonte: Corrierediragusa.it)

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