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Bye bye province, si al reddito di solidarietà

Bye bye province, si al reddito di solidarietà
05 marzo
10:41 2013

Non solo l’abolizione delle Province, ma anche un “reddito minimo di solidarietà” pari a mille euro ai nuclei abitativi che si avvicina molto al reddito di cittadinanza. Temi che stanno a cuore ai 5 stelle e che il governatore, Rosario Crocetta, ha deciso di portare avanti con forza.

Dopo l’intesa raggiunta nel vertice di maggioranza, la giunta Crocetta ha approvato il disegno di legge che abolisce le nove Province regionali, sostituendole con liberi consorzi tra comuni, quali unici enti intermedi, come previsto  dallo statuto speciale.  I futuri Liberi Consorzi di Comuni assorbiranno infatti le competenze delle Province  per la gestione integrata delle risorse idriche e dei rifiuti, nonché quelle degli attuali Istituti Case Popolari.

A favore dell’abolizione delle Province si erano già espressi i deputati del movimento 5 stelle, che avevano anche depositato un apposito ddl in commissione. Una parte dei risparmi derivanti dalla soppressione sarà utilizzata per finanziare il “reddito minimo di solidarietà” a favore  delle famiglie, per una spesa di circa 130 milioni di euro, 12 milioni derivanti dal taglio del costo delle indennita’ per presidenti, assessori e consiglieri.
Crocetta spiega che i dipendenti delle Province saranno assorbiti dai comuni e dalla Regione e che spariranno gli Istituti autonomi case popolari.
Il confronto adesso si sposta su altri tavoli. Oggi i vari gruppi parlamentari, di maggioranza e opposizione, si riuniranno per discutere della riforma. Se la maggioranza dovesse confermare all’Ars la linea emersa dal vertice col governatore, la strada allora sarà in discesa. Mettendo in conto i voti favorevoli dei 5 stelle, i numeri in aula sono dalla parte del governatore. Ma bisognerà comunque fare i conti con gli altri gruppi d’opposizione. Il Pdl infatti è contrario alla soppressione delle Province e vuol andare al voto a maggio, alla scadenza degli organi elettivi. Il capogruppo del Pd all’Ars, Baldo Gucciardi, parla di ”momento importante, perché si supera la vecchia concezione della pubblica amministrazione e si va verso una riforma per l’abbattimento di sprechi ed enti inutili”. Soddisfatto anche il segretario regionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia, ”ora aspettiamo di vedere ed esaminare il testo che il governo sottoporrà ai gruppi parlamentari”. 

(TgCom)

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