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CIA Trapani: il presidente Giuseppe Aleo invita i sindaci a rivedere la TARES nel settore agricolo

CIA Trapani: il presidente Giuseppe Aleo invita i sindaci a rivedere la TARES nel settore agricolo
03 aprile
13:58 2013

Oggetto: Sensibilizzazione su applicazione Tares settore agricolo

Giuseppe Aleo

Giuseppe Aleo, Presidente CIA Trapani

Gentilissimo Sindaco,
quale Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di Trapani, reputo doveroso sensibilizzarla su alcune questioni che stanno a cuore al mondo agricolo, relative all’applicazione del nuovo tributo comunale Tares.

Il mondo agricolo teme un ulteriore e insostenibile aggravio impositivo che metterebbe a repentaglio il futuro di molte imprese agricole, ha timore di un’applicazione indifferenziata del nuovo tributo che sottovaluti la peculiarità del settore primario, presidio delle aree rurali, spesso marginali, diffusamente poco servite da quei servizi divisibili e indivisibili che rappresentano il fine della nuova Tares.

Le imprese agricole sono quindi fortemente interessate al comportamento che l’ente locale intende conseguire nel trattare nel proprio Regolamento le esenzioni, le riduzioni e le esclusioni per i fabbricati rurali abitativi e strumentali e per le aree scoperte esistenti nei siti agricoli.

Confermandole la mia disponibilità a un confronto costruttivo mi attendo, da parte sua e dell’intera Amministrazione, una doverosa attenzione nella definizione dei parametri impositivi in primo luogo per i fabbricati rurali a uso abitativo. Per i quali l’articolo 14 comma 15 del dl 201 /2011 i comuni possono prevedere riduzioni tariffarie nella misura massima del 30% .

Si tratta di una riduzione che peggiora la condizione preesistente per cui mi attendo ulteriori attenzioni e riduzioni o esenzioni, anche con riferimento alla copertura dei servizi indivisibili, quali l’illuminazione o la manutenzione stradale, che diversamente produrrebbe un balzello pesante a fronte di servizi o assenti o del tutto insufficienti, rispetto a quelli assicurati nelle aree urbane.

Sottopongo inoltre, alla sua attenzione, quello che lo stesso articolo 14 al comma 3, individua come presupposto impositivo, vale a dire il possesso, l’occupazione, la detenzione “a qualsiasi titolo locale o aree scoperte a qualsiasi uso adibiti purchè suscettibile di produrre rifiuti urbani”.

La vastità delle questioni sull’inidoneità alla produzione di rifiuti rappresenta una vasta zona d’ombra e, a tal proposito, la categoria si premura di indicare all’ente locale l’esigenza di trattare con attenzione il settore agricolo, foriero di particolari situazioni, affatto inquadrabili fra quelle produttive di rifiuti urbani e quindi da escludere ad origine dall’assoggettamento al tributo.

In molti regolamenti ex Tarsu veniva indicato che determinate aree o locali erano inidonei a produrre rifiuti sulla base del principio della comune esperienza , che non ha un preciso riflesso giuridico, ma fa piu’ riferimento alla realtà.
Da qui la piena consapevolezza della scrivente Organizzazione, mi auguro da lei valutata analogamente, che non possano essere attratti alla nuova Tares tutti quei fabbricati rurali strumentali destinati alle attività agricole e connesse per mancanza del presupposto produttivo o tipologico dei rifiuti (a mero titolo esemplificativo e non esaustivo si citano le rimesse attrezzi, le cantine, i magazzini, i fienili, le serre, etc).

E tutto questo indipendentemente dalla classificazione catastale del fabbricato rurale strumentale; alla potestà regolamentare è consentito di esentare dal pagamento del tributo detti fabbricati in quanto strumentali, ossia necessari alla produzione agricola e pertanto non generatori di rifiuti urbani.

Fra i fabbricati rurali strumentali sono annoverati anche i fabbricati destinati allo svolgimento dell’attività di agriturismo, tipicamente connessa a quella agricola. La sua connotazione e particolarità, in totale simbiosi con l’attività agricola essenziale, sia riguardo agli immobili utilizzabili sia ai parametri di ricettività legati alla produzione agricola, rappresentano elementi chiari e sufficienti a raccomandare la definizione di tariffe differenti rispetto a quelle previste per le altre attività ricettive, in ossequio peraltro agli orientamenti consolidatesi nel tempo a favore dell’imprenditore agrituristico in opposizione alle pretese dei comuni in materia di TARSU e TIA.

Per quanto riguarda le aree scoperte, la cui delimitazione in ambito rurale appare peraltro assai complicata, che parrebbero essere interessate dal nuovo tributo, si ritiene a ragione che non debbano essere minimamente attenzionate se appartenenti o utilizzate da agricoltori.

Il settore agricolo attende quindi una consequenzialità nell’opera di costruzione e produzione del Regolamento attuativo.

Quanto rappresentatole pone a corollario l’onere (finanziario e burocratico) che le imprese agricole già subiscono in ossequio alla normativa sullo smaltimento dei rifiuti speciali.

Certo della sua attenzione e confermandole la disponibilità a incontrarla, la saluto con cordialità.

Il Presidente Provinciale
Giuseppe Aleo

Erice, 3 aprile 2013

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