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Maxi confisca di beni riconducibili al re dell’eolico Vito Nicastri

Maxi confisca di beni riconducibili al re dell’eolico Vito Nicastri
03 aprile
11:29 2013

COMUNICATO STAMPA 

MAXI CONFISCA DI BENI RICONDUCIBILI A VITO NICASTRI

IL COMPIACIMENTO ED IL PLAUSO DEL CONSIGLIO PROVINCIALE

“Desidero esprimere vivo compiacimento ed il plauso incondizionato a tutti gli operatori della Direzione Investigativa Antimafia, dal Direttore Arturo De Felice all’ultimo agente, per la tenacia e la capacità operativa che sta consentendo, anzi ha già consentito di infliggere durissimi colpi al cuore finanziario di quell’area grigia che consente alle organizzazioni mafiose  di potere continuare a prosperare e di potere purtroppo condizionare negativamente l’attività di quegli imprenditori onesti che vorrebbero lavorare nel rispetto della legalità e nell’interesse dello svilupvito nicastri re dell’eolico partannalivepo socio-economico della nostra terra”.

Lo ha affermato stamani, a nome dell’intero Consiglio Provinciale di Trapani, il Presidente Peppe Poma subito dopo il diffondersi della notizia della nuova operazione della D.I.A. – autorizzata dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani – che, a conclusione di approfondite indagini e certosini accertamenti, che hanno riguardato non solo la Sicilia occidentale ma anche la Calabria, il Lazio e la Lombardia, hanno proceduto alla vera e propria mega-confisca di beni, per un valore complessivo di oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro, tutti riconducibili a Vito Nicastri, l’imprenditore alcamese del settore eolico e fotovoltaico, ritenuto direttamente in contatto con il latitante Matteo Messina Denaro e con altri esponenti di primo piano di “cosa nostra” e peraltro già tratto in arresto la scorsa estate, assieme ad altre persone, nell’ambito dell’operazione denominata “Broken Wings”.

“L’odierna confisca  – ha aggiunto il Presidente del Consiglio  Provinciale di Trapani – che suggella il maxi sequestro già operato nel 2010 ai danni dello stesso imprenditore alcamese il cui patrimonio passa quindi nella definitiva disponibilità dello Stato, conferma, se ce ne fosse stato bisogno, l’esistenza delle attività illecite riguardanti il settore delle energie rinnovabili che sembra costituisca uno dei più attuali e principali business delle organizzazioni criminali e mafiose che lo utilizzano anche, come confermato dagli emersi rapporti con varie società straniere, per riciclare notevoli quantità di denaro sporco accumulate grazie alle loro attività delinquenziali. E’ più che giusto pertanto – ha concluso Peppe Poma ribadire il massimo ringraziamento a quanti, appartenenti alle forze dell’ordine e all’apparato giudiziario, quotidianamente si spendono, con la massima abnegazione e con ottimi risultati, per contrastare la mafia ed i suoi referenti economico-finanziari”.

 L’UFFICIO STAMPA
 S. Ingianni

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