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Lettera aperta del consigliere provinciale Salvatore Daidone

Lettera aperta del consigliere provinciale Salvatore Daidone
03 giugno
10:31 2013

A tutti coloro che sono ancora sensibili e di buona volontà…facciano un passo avanti.

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Oggetto: Declino e “decoro” sulla nostra Università agli Studi.

L’area  dove sorge la nostra Università agli Studi sembra rispecchiare fedelmente il tempo attuale. Se finora non è stato possibile farlo con la nostra bella Italia, almeno facciamolo con questa straordinaria Istituzione, vanto della nostra Trapani, curandola in particolare, anche, dal punto di vista estetico. Costruiamo i presupposti  affinché queste parole si tramutino non in auspici ma concretamente in una “officina” di lavoro.
Oggi guardando quell’area si ha la sensazione che l’inerzia primeggia sulla cultura e mi tornano in mente alcune scene del famoso cartone animato della Walt Disney: Pinocchio, venduto il suo abeccedario, trovandosi lungo la strada incrocia un carro pieno di ragazzi festosi e lui, salitovi, arriva nel famoso Paese dei Balocchi lasciandosi trascinare dalle parole dell’incantatore Lucignolo…il resto è noto. Sì, la nostra Università oggi sembra essersi legata doppiamente  all’area-spazio, abbandonata a se stessa come un cordone ombelicale in penosa attesa che venga  tagliato tale cordone per tornare a vivere in modo naturale la vita che le appartiene.  Lo stato di abbandono totale è ben visibile: erbacce alte in alcuni tratti ad altezza d’uomo che con il loro colore secco giallastro ci ricordano un eterno ed opprimente autunno, per non parlare del rischio incendio e quindi un grave e costante pericolo che incombe sulla struttura stessa. Altresì le piante ornamentali non curate, infatti sono ben visibili le foglie morte e i rami secchi che ce la fanno apparire come scheletri. Ancor più evidente e triste è il viale che porta al Teatro “Tito Marrone”.
Di giorno come di notte, da circa un decennio, per l’assenza di una valida recinzione, la struttura è divenuta area protetta e di riserva ma …  per i randagi che a questo punto la utilizzano come “ culla del sapere”, come dire che anche i cani hanno diritto allo studio. Si direbbe a questo punto che potrebbe rappresentare spunto per una storia fantastica ed immaginaria, “L’uomo cane” di Balakov, tanto per intenderci. Torniamo alle nostre cose terrene: è pensabile che tale importante Istituzione sia arrivata a tale stato così disastroso? Per non parlare dei rischi seri che corrono i tanti fruitori ed addetti che giornalmente entrano in quell’area sicuramente infestata di  zecche.
Ma sicuramente non meno peggio è la sua attuale “cornice” in quanto trovasi adiacente il Lungomare Dante Alighieri, una meta già presa d’assalto da centinaia di turisti che si recano nella splendida spiaggia di San Giuliano, proprio a ridosso, per non parlare di quanti giornalmente transitano da quel sito.
Lo scorso 27 maggio, proprio c/o l’Aula Magna dell’Università, si è  tenuta una conferenza con la partecipazione, anche, della nostra deputazione  regionale e del Governatore della Sicilia Crocetta. Ma costoro, si sono indignati e mortificati al cospetto di questo gratuito e colpevole vituperio del civile decoro? Mi vien voglia di gridare: perché sperare se è possibile fare? Cosa aspettiamo ad indignarci?
O forse debbo pensare più o meno come…“perdete ogni speranza o voi che abitate in questa lembo di terra”?

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