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Castelvetrano: presentazione di un libro su Giovanni Gentile

Castelvetrano: presentazione di un libro su Giovanni Gentile
29 ottobre
15:00 2013

G.gentileIl Sindaco della città di Castelvetrano, Avv. Felice Errante, invita la cittadinanza alla presentazione del volume Pensare l’Italia, un’antologia di scritti del filosofo Giovanni Gentile, ideata e curata da Marcello Veneziani, che si terrà giovedì 31 ottobre, presso il teatro Selinus, alle ore 17.00,  a cura del Centro Internazionale di Cultura Filosofica “Giovanni Gentile”, e con il patrocinio della Civica Amministrazione. Saranno presenti l’Autore e Tommaso Romano, Vicepresidente dell’Istituto Siciliano di Studi Storico Politici Economici (ISSPE) e della Fondazione “Ignazio Buttitta”.

Nota sul testo e sull’autore

Marcello Veneziani – filosofo di formazione, saggista ed editorialista de “Il Giornale” –,  ha fondato i settimanali “L’Italia” e “Lo Stato”. È autore, tra l’altro, di Processo all’Occidente (Milano 1990), La rivoluzione conservatrice in Italia (Milano 19942), Sinistra e Destra (Firenze 1995), L’Antinovecento (Milano 1996), 68 pensieri sul ‘68 (Firenze 1998), Il secolo sterminato (Milano 1998), Il segreto del viandante (Milano 2003), I vinti (Milano 2004), La cultura della destra (Roma-Bari 20072), Di padre in figlio. Elogio della Tradizione (Roma-Bari 2002), La sconfitta delle idee (Roma-Bari 2005), La sposa invisibile (Roma 2006), Contro i barbari. La civiltà e i suoi nemici interni ed esterni (Milano 2006), Comunitari o liberal. La prossima alternativa? (Roma-Bari 2006).

Dalla quarta di copertina di Pensare l’Italia:

Giovanni Gentile fu l’ultimo grande filosofo a pensare l’Italia e nel pensiero trovò l’anima, il destino e la missione d’Italia. Il suo fu l’ultimo poderoso tentativo di pensare l’Italia attraverso una teologia civile, nel solco di Vico, una riforma religiosa applicata alla politica e una religione civile legata allo spiritualismo politico e al pensiero nazionale. I precursori dell’Unità d’Italia li chiama infatti profeti, a partire da Dante; il Risorgimento lo vede come la Resurrezione dell’Italia, inteso mazzinianamente come missione fondata sulla religione della patria e percorsa dal giobertiano primato morale e civile, ma anche filosofico e culturale, italiano. Nelle pagine scelte da Marcello Veneziani si ricompone la filosofia civile di Gentile, che fu sintesi della tradizione teorica, storica e letteraria nazionale, il suo idealismo dopo Marx, il suo Stato Etico, il ruolo della scuola e la missione educativa, il rapporto con la Tradizione, la Religione e il Risorgimento, con Dante e Leopardi, con la guerra e il fascismo, l’umanesimo del lavoro e lo spiritualismo comunitario. Dall’antologia gentiliana emerge un pensiero eroico e fiducioso, fino alla morte. «Con Giovanni Gentile – scrive Veneziani nel suo saggio introduttivo – finì la grande filosofia italiana. Dopo di lui o non fu grande, o non fu vera filosofia, o non fu italiana. Dopo Gentile il pensiero non ebbe più fiducia in se stesso, si risolse nella razionale o irrazionale disperazione o si occupò di linguaggi e procedure. Da qui la grandiosa inattualità di Gentile».

 

 

 

 

 

 

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