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Santa Ninfa: il 29 marzo proiezione del docu-film “Lo Stato della follia”

Santa Ninfa: il 29 marzo proiezione del docu-film “Lo Stato della follia”
25 marzo
13:12 2014

Locandina“Lo Stato della follia”, il documentario di Francesco Cordio che denuncia la condizione degli Opg, gli Ospedali psichiatrici giudiziari, ha iniziato il suo tour nelle sale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla mancata chiusura, prevista per il primo aprile 2014 e prorogata al primo aprile 2017. Il film sarà presentato a Santa Ninfa sabato 29 marzo, alle 18,30, nella sala consiliare. Alla proiezione sarà presente il regista, che sarà accompagnato da Pino Apprendi, dell’Associazione “Antigone”: i due, al termine della proiezione, risponderanno alle domande del pubblico presente in sala. Porteranno i saluti dell’amministrazione comunale il sindaco Giuseppe Lombardino e il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Di Stefano. L’iniziativa, organizzata dall’associazione culturale “Teatri di Nina”, ha infatti il patrocinio del Comune.

Gli ospedali psichiatri giudiziari

In Italia esistono sei opg, comunemente chiamati manicomi criminali, all’interno vi sono rinchiuse circa 900 persone. Il racconto in prima persona di un attore, ex-internato in uno di questi ospedali, si intreccia con le riprese effettuate in questi luoghi “dimenticati” anche dallo Stato. Queste istituzioni sono rimaste estranee e impermeabili alla cultura psichiatrica riformata, e il meccanismo di internamento non è stato interessato dalla legge del 1978 che prevedeva la chiusura degli ospedali psichiatrici. Una commissione parlamentare d’inchiesta ha fatto luce sullo stato di abbandono in cui vivono gli internati e ha fatto approvare una legge che ne prevede la chiusura.

Il film

Il film di Francesco Cordio, frutto del lavoro di due anni, è nato in seguito ai sopralluoghi realizzati all’interno dei sei ospedali psichiatrici giudiziari per conto della Commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale presieduta dal senatore Ignazio Marino. L’attore protagonista è Luigi Rigoni, che nel film con grande generosità e intensità racconta la sua vita all’interno di un opg.
Francesco Cordio accompagna lo spettatore in quei luoghi dove le persone, fin dagli inizi del ‘900, sono state relegate e disumanizzate dal trattamento farmacologico, dall’abbrutimento delle celle di isolamento e dei letti di contenzione. Il documentario porta alla luce lo stato di degrado delle strutture psichiatriche e la privazione dei più elementari diritti costituzionali alla salute, alla cura, alla vita di tanti malati mentali.

Quandoracconta il regista – nel novembre del 2010 sono stato invitato a realizzare dalla Commissione parlamentare di inchiesta un breve documento-video sullo stato degli opg, come quasi tutti gli italiani non sapevo cosa fossero. Cosa si nascondeva esattamente dietro quell’acronimo che non ricordavo di avere mai sentito prima? “Ospedali psichiatrici giudiziari”, mi era stato risposto, credendo di aiutarmi. Si trattava di manicomi? Impossibile: i manicomi erano chiusi ormai da più di trent’anni. Luoghi di cura? Il dubbio mi avrebbe accompagnato ancora per poco. Ci eravamo attrezzati, io ed il mio operatore, anche con videocamere nascoste. Le riprese all’interno degli opg sono state effettuate durante sopralluoghi a sorpresa spiega Cordio – veri e proprio blitz. Per la prima volta gli uomini chiusi là dentro avevano l’opportunità di gridare fuori, al mondo, il loro stato, il loro disagio, quello umano prima ancora di quello psichico. Le riprese negli opg – sottolinea il regista – sono come un esame endoscopico nei meandri mai esplorati del corpo della Repubblica Italiana. Una tac al sistema sanitario gravemente ammalato di una malattia da sempre ignorata o trascurata”.
Lo «Stato della follia» è stato prodotto da Francesco Cordio con «Teatri di Nina» in associazione con «Independent Zoo Troupe». Il documentario è stato scritto da Francesco Cordio, Leonardo Angelini e Diego Galli. Le musiche sono di Gianluca Misiti e Daniele Silvestri, il
montaggio è di Giacobbe Gamberini e Michele Castelli, la fotografia è di Mario Pantoni. Le riprese sono state effettuate negli opg di Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto, Castiglione delle Stiviere, Montelupo Fiorentino, Secondigliano, Reggio Emilia e nel Teatro comunale di Todi.

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