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Gibellina: “Botti” per il Santo patrono. Polemica social in difesa degli animali

Gibellina: “Botti” per il Santo patrono. Polemica social in difesa degli animali
16 agosto
17:40 2018

GIBELLINA. Anche oggi, giorno di festa per la cittadina gibellinese che celebra il Patrono San Rocco, non mancano le polemiche tra i cittadini. A dividere questa volta la popolazione in due è la questione, emersa nelle prime ore della giornata, riguardante l’utilizzo dei tradizionali “mortaretti”. Mortaretti il cui suono “assordante” spaventa spesso i nostri amici a quattro zampe e non solo.

Come accade ormai da qualche tempo per dare “voce” ai propri problemi viene spesso utilizzato l’ormai insostituibile social network Facebook. Una signora infatti, ha posto la questione sull’utilità di questi “botti” che nella maggior parte dei casi creano più disturbo che altro. Non solo, spesso, come sofferma la stessa signora, questi “botti” creano dei seri problemi agli animali, spaventati dal forte frastuono.

Una vera e propria contraddizione quindi, considerando che (forse non tutti lo sanno) San Rocco, è protettore oltre che di alcune categorie di fedeli (appestati, contagiati, viandanti e pellegrini, operatori sanitari, farmacisti ecc.) anche dei cani.

In Italia, di certo, non è la prima volta che vengono sollevate obiezioni sull’utilizzo di articoli pirotecnici di qualsiasi classe, impiegati in particolar modo durante il Capodanno e, come in questo caso, durante le feste patronali. Gli animalisti ormai da anni chiedono alle varie amministrazioni di vietarli (perché solo loro possono farlo), in quanto oltre ad essere pericolosi per le persone e per gli animali, creano danni anche ai beni pubblici. Secondo quanto affermano le Ogn, gli animali più anziani dato il boato inaspettato rischiano di morire di infarto, altri di abortire, mentre gli uccelli in preda al panico, vagando disorientati, accade che si schiantino contro alberi e muri. Non mancano anche gli studi su i danni ambientali derivati dal composto. Diverse città in Italia hanno provveduto al divieto: Massa, San Benedetto del Tronto, Terni, Campobasso, La Spezia ecc.

Dall’altro lato si schiera chi afferma che fanno parte di una tradizione consolidata che non va abbandonata. Tra questi c’è anche chi ritiene che il vero pericolo siano i cani e non i botti, incanalando un tema di diversa natura: quello del randagismo.

La Congregazione di San Rocco, che si occupa dell’organizzazione della festività, di fronte alle polemiche sollevate da alcuni cittadini, considererà la possibilità di non utilizzare più in futuro tali “botti”? «Ai posteri l’ardua sentenza!».

Amante della scrittura, abile disegnatrice, scrive per “Il Giornale di Sicilia”. Si definisce una ragazza con la testa tra le nuvole ma con i piedi ben piantati per terra.

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